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SE L’AI IMPARA A PENSARE, NOI COSA DOBBIAMO IMPARARE?

3 giorni fa
Tempo di lettura: 4 min

A Verona, Human Factor ETS porta al centro del dibattito il futuro del lavoro e il ruolo delle persone nella trasformazione tecnologica.

C’è un momento, in ogni grande trasformazione, in cui smettiamo di chiederci semplicemente cosa sta cambiando e iniziamo a domandarci cosa quel cambiamento chiederà a noi.

È il momento che stiamo vivendo con l’intelligenza artificiale.

L’AI è già entrata nelle nostre organizzazioni, nei nostri strumenti di lavoro e, sempre più spesso, nei processi attraverso i quali prendiamo decisioni, analizziamo informazioni, comunichiamo e produciamo contenuti. La velocità con cui questa trasformazione sta avvenendo rende difficile prevederne fino in fondo gli effetti. Ma una cosa appare sempre più evidente: non cambieranno soltanto le tecnologie che utilizziamo. Cambierà il modo stesso in cui concepiamo il lavoro.

Ed è proprio da qui che nasce la domanda scelta da Human Factor per il prossimo appuntamento di Verona:

Se l’AI impara a pensare, noi cosa dobbiamo imparare?


Non è una provocazione sulla tecnologia. È, prima di tutto, una domanda sulle persone.

Perché se una macchina può elaborare informazioni in pochi secondi, generare contenuti, riconoscere schemi e supportare decisioni, il tema non può essere soltanto capire quali attività potrà svolgere al posto nostro. Dobbiamo anche chiederci quali saranno le capacità che continueranno a distinguere il contributo umano e quali nuove competenze saremo chiamati a sviluppare.


Forse il futuro ci chiederà meno di ricordare e più di interpretare. Meno di eseguire e più di scegliere. Meno di cercare risposte e più di imparare a formulare domande.

E, soprattutto, potrebbe riportare al centro competenze che per molto tempo abbiamo considerato complementari rispetto alle competenze tecniche: ascolto, creatività, pensiero critico, capacità relazionale, consapevolezza, empatia e capacità di costruire fiducia.


È questa la riflessione che Human Factor vuole aprire con Human Factor Talk · Verona, in programma l’8 ottobre al Teatro Modus.

Un incontro dedicato alla cultura del lavoro che nasce dalla convinzione che parlare di futuro significhi parlare contemporaneamente di tecnologia, organizzazioni e persone. Perché nessuna innovazione può essere davvero compresa se non osserviamo anche l’impatto che produce sulle persone che dovranno viverla.


Il confronto partirà dal mondo del lavoro e dal rapporto con i territori. Tiziano Barone, già Direttore Generale di Veneto Lavoro, porterà una prospettiva sulle trasformazioni che stanno interessando il lavoro e sulle dinamiche che coinvolgono persone, imprese e comunità.

A seguire, Stefano Pozzi, Membro del consiglio direttivo regionale di AIDP – Associazione Italiana per la Direzione del Personale, affronterà il ruolo della funzione HR all’interno del cambiamento organizzativo: una funzione sempre più chiamata non soltanto a gestire le persone, ma a contribuire alla costruzione delle organizzazioni del futuro.

Poi il format cambierà ritmo.


Dalle singole voci si passerà al confronto, con una round table in formato podcast live che metterà attorno allo stesso tavolo esperienze e prospettive differenti. Massimo Bottacin, CHRO Bauli, Patrizia Schifferegger, in rappresentanza di Federmanager Verona, e Giulia Rossi, Presidente di Junior Enterprise Verona, dialogheranno su tre parole che rappresentano altrettante dimensioni del cambiamento: talento, territorio e futuro.

Tre generazioni e mondi professionali diversi che si incontrano per provare a guardare nella stessa direzione.


Perché il talento non è soltanto una risorsa da selezionare, ma qualcosa da riconoscere e sviluppare. Il territorio non è soltanto il luogo nel quale le imprese operano, ma un ecosistema nel quale si incontrano competenze, opportunità e nuove generazioni. E il futuro non è qualcosa che arriverà semplicemente domani: è il risultato delle scelte organizzative e culturali che facciamo oggi.


A guidare la conversazione sarà Luigi Sequenzia, fondatore di Human Factor, insieme al team di ambasador dell'associazione, con l’obiettivo di creare un dialogo aperto e accessibile, nel quale il pubblico avrà un ruolo attivo. Durante l’incontro sarà infatti possibile rivolgere domande agli ospiti attraverso un QR Code.

Una scelta coerente con la filosofia di Human Factor: non proporre risposte preconfezionate, ma creare occasioni nelle quali persone diverse possano incontrarsi, confrontarsi e costruire insieme nuove prospettive.

Anche per questo Human Factor Talk non vuole essere semplicemente un evento.

La serata sarà registrata professionalmente e diventerà una puntata speciale del podcast Human Talks, proseguendo quel percorso di divulgazione e confronto che Human Factor porta avanti attraverso eventi, podcast, magazine e iniziative dedicate alla cultura del lavoro.


L’appuntamento di Verona si inserisce infatti in un progetto più ampio: contribuire a costruire uno spazio nel quale parlare del lavoro non soltanto attraverso numeri, performance e risultati, ma anche attraverso ciò che spesso rimane più difficile da misurare: relazioni, cultura, fiducia, talento e possibilità.


È questo il senso di Fattore Umano, il magazine di Human Factor dedicato proprio alla cultura del lavoro, che con il nuovo numero rinnova il proprio format e amplia i propri contenuti, continuando a raccontare le trasformazioni del mondo professionale attraverso approfondimenti, interviste, esperienze e punti di vista differenti.

E forse è proprio questa la riflessione più importante con cui arrivare all’8 ottobre.

L’intelligenza artificiale continuerà a imparare.

Imparerà a fare sempre più cose, probabilmente alcune delle quali oggi facciamo fatica persino a immaginare.

La vera sfida, allora, non sarà soltanto insegnare alle macchine a essere più intelligenti.

Sarà capire che tipo di persone, professionisti, manager e organizzazioni vogliamo diventare mentre le macchine diventano sempre più intelligenti.

Perché il futuro del lavoro non dipenderà soltanto da ciò che l’intelligenza artificiale sarà capace di fare.

Dipenderà anche da ciò che noi sceglieremo di fare con essa.

Ed è da questa domanda che Human Factor invita a partire.

Se l’AI impara a pensare, noi cosa dobbiamo imparare?

Forse non esiste ancora una risposta.

Ma vale la pena iniziare a parlarne.

 
 
 

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